Contatto, la necessità di sentirsi uomini su questa terra. Mostra fotografica di Eric De Marchi.

Foglie d’autunno. Questo binomio echeggia nella mente di tutti noi e si dipinge di colorati e sonori ricordi, dal loro crepitante fruscio sotto i piedi, al rosso degli aceri che si stagliano contro il cielo azzurro, arrivando a quelli più lontani e teneri, fatti di bambini che giocano con i cumuli di fogliame nei prati.

Si è conclusa il 23 ottobre 2022 la mostra di Eric De Marchi Contatto, la necessità di sentirsi uomini su questa terra, una passeggiata immersiva, che offre spunti di riflessione che vanno oltre all’opera esposta.

Nel mondo artistico di Eric De Marchi, la natura si intreccia con l’esperienza umana in tutte le sue sfumature, dai ricordi, alla ricerca di sé stessi, sia fisica che mentale, alla relazione con gli altri, creando opere fatte di poesia. I suoi scatti ci parlano del mondo esteriore vissuto con la profonda fragilità dell’anima in un progredire di riflessione interiore, il quale si riverbera nelle parole che sono abbinate alle immagini. Interiorità ed esteriorità, sono davvero così separate come potrebbe sembrare?

Nella sua mostra, nulla è stato lasciato al caso, tutto è frutto di una scelta. Le foglie sparse sul pavimento, di Osmanto Odoroso, sono quelle di casa sua, rimando alle sue radici. La stagione decisa per esporre è, sì in linea con quella fotografata, ma è anche simbolo di quello stato di necessario raccoglimento prima di poter affrontare una nuova fioritura. Questo circolo di morte- rinascita è presente anche nel percorso espositivo, che al primo momento può sembrare a discrezione dello spettatore, ma che poi si rivela essere, concettualmente, una nascita e rinascita continua, dalla terra su cui camminiamo alle stelle verso cui tendiamo e da cui proveniamo. Discesa e ascesa. Moto perpetuo nelle sfide che la natura ci pone. È un ritorno alle origini rimanendo in continua evoluzione verso un cielo stellato che ci sovrasta e che allo stesso tempo è parte di noi.

Virilità messa a nudo che non crea scalpore, perché è parte dell’essere umano, dell’essere sé stessi; forza e tenacia di un uomo che non soltanto vive, ma vuole esistere coscientemente, cercando risposte e affrontando il cammino, verso i monti più alti. Talvolta è solo, altre volte insieme ad “un altro” da sé, diverso, unico e allo stesso tempo uguale. La sua identità non ci è dato saperla e forse poco conta in questa riflessione, ci basta capire la sua parità nella differenza.

Questa mostra dai toni autunnali ed invernali è terminata, ma non il suo ciclo vitale. Come la terra che durante il freddo prepara le forze per rifiorire, De Marchi sta elaborando, attraverso nuove sfide corredate da riflessioni profonde, e chissà cosa ci riserva con il risveglio della primavera… Come ormai si suol dire “Stay tuned”!

Nel frattempo, lo potete scoprire sul suo sito http://www.ericdemarchi.com e su Instagram @eric_demarchi.

Articolo scritto da Giulia Calvanese per Radio Bla Bla Network News

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